Proseguono gli incontri, e quel che accadrà sarà sicuramente un riferimento per i rinnovi contrattuali anche degli altri comparti.

L’idea che fin dall’inizio abbiamo sostenuto, ovvero di dare a tutti il 4 % di aumento dal primo gennaio 2017, con arretrati dal 2016, condivisa da tutti i sindacati, pare essere la strada maestra. Ma deve andare di pari passo con un progetto completo per farci fare le progressioni economiche di tutti gli aventi diritto (passaggi alla seconda, terza e quarta fascia. Ovvio che poi si dovrà pensare anche a creare qualcosa per quelli che sono già in quarta fascia).

Per questo le risorse impegnate non bastano e per questo serve una integrazione nel 2017, o in alternativa, un anticipo di parte delle risorse del 2018 al 2017. 

Serve però che sia il Presidente ROSSI a battere un colpo.

Perchè Apran, pare non avere nessuno spazio di autonomia e che non se lo voglia neppure prendere, avanzando vischiosamente e talvolta addirittura esprimendo pareri politico/morali (ridicoli) che non dovrebbero trovare spazi in una struttura tecnica. Esempio? Si chiedono con ironia come possiamo giustificare la richiesta di progressioni orizzontali per gli aventi diritto!! E non basta la risposta che c’è un ordinamento professionale vigente e che la gente, entro questa tornata contrattuale che finisce nel 2018, sta aspettando da un minimo di 9 anni e fino ad un massimo di 14 il famoso passaggio economico? Per gente che guadagna in media 1300 euro al mese non è un dettaglio e mi sembra un’ottima giustificazione.

Se Rossi questo colpo non lo vorrà dare, dovremo cercare di convincerlo, mobilitandoci tutti per avere quello che ci spetta! Non vedo alternative, non vedo perchè non pretendere l’applicazione di un ordinamento vigente! Dobbiamo proprio svenderci?

Francamente ci stupiscono poi alcuni balzelli che la controparte vorrebbe inserire in contratto, come le norme più severe per punire chi attesta fraudolentemente la presenza in servizio (va bene, basta che ci sia il diritto di difesa, perché non può succedere che la prima volta che uno non striscia per un errore si debba prendere l’avvocato!!), anche se il nostro codice disciplinare contiene già tutto quel che serve, incluso il licenziamento senza preavviso e non si vede perché doverlo cambiare.

Così come la valutazione: non ne abbiamo avuto abbastanza? Pretendono che si leghi alla produttività e poi, come avviene per il Foreg, non ci vogliono neppure dire chi premiano? Siamo veramente fuori dal seminato.

Infine la questione delle pause fisiologiche e dell’uscita per il caffè: pretendono di codificare ogni dettaglio ma solo per coloro che è facile e conveniente regolamentare (gli impiegati degli uffici) mentre da anni c’è personale che non fa pause e lavora più di sette ore consecutive senza fermarsi (esempio case di riposo): li si soprassiede o meglio non si codificano pause!!

Infine vale la pena di parlare di anticipo del TFR: anche in questo campo proposte peggiorative per restringere il campo delle possibilità, mentre noi chiediamo di ampliarle, visto che sono soldi nostri e che ne abbiamo bisogno ,dandoci la possibilità di avere l’anticipo almeno tre volte nella vita (visto che adesso ci tocca stare in servizio 44 anni !). Voglio aggiungere che come Fenalt apprezziamo il sostanziale fronte comune dei sindacati, nonostante qualche piccola divergenza e, ogni tanto, qualche “inevitabile” (?)  strumentale distinguo.

STIAMO PRONTI COLLEGHI, NON E’ DETTO CHE NON SI DEBBA TORNARE IN PIAZZA!

Il Segretario Generale Maurizio Valentinotti