Tutti contro tutti, ad eccezione della Fenalt che richiama le parti a meno chiacchiere e più fatti, la seduta tra sindacati e Provincia che doveva definire come assegnare le risorse per le fasce (di fatto gli scatti di anzianità) dei circa 6.000 lavoratori della sanità. La riunione per dare seguito al contratto firmato da UILe Nursing up e poi, in forma separata, approvato anche da Clsl Cgil e Fenalt andata in scena mercoledì pomeriggio, è saltata dopo poco per il disaccordo tra le proposte dell’Apran, l’organo della Provincia per la contrattazione, e i sindacati che hanno posizioni distanti.

Intanto l’Apran cambia le carte In tavola e blocca l’erogazione degli aumenti per le fasce in febbraio. In tanti anni di sin­dacato – spiega Ettore Tararelli – non ho mai visto nulla di simile. Siamo pronti alla mobilitazione generale».

La seduta nella sede dell’Apran di via Grazioli è durata dalle 16 alle 22  ma il risultato finale è stato il rinvio a mar­tedì prossimo.

Per la Cgil la firma dell’accordo stralcio per il contratto del personale dell’azienda sanitaria, dello scorso 28 dicembre è stata apposta sotto una cattiva stella. L’attuale formulazione dell’articolo 13 di quell’ accordo, infatti, impone la modifica dell’articolo 95 del contratto, stabilendo che tale modifica sia oggetto di un successivo accordo. Accordo che però martedì è stato bloccato e reso impossibile. Senza questo accordo, molto semplicemente non si possono attribuire le fasce» dice il segretario della Fp Cgil Giampaolo Mastrogiuseppe  che poi parla anche della stessa Apran: -Il presidente dell’Apran sta mettendo tutte le basi per una denuncia per condotta antisindacale vista la gestione del tavolo di mercoledì.

Durissima anche la posizione del Nursing Up: -Si propongono aumenti per categorie: gli amministrativi ed economali mentre noi abbiamo detto che il 10% deve andare a chi lavora in corsia» spiega il segretario. Di fronte a quanto contenuto nel contratto-il presidente dell’Apran ci ha invece sottoposto un testo contrattuale che non ha nulla a che vedere con quanto da noi sottoscritto, ma con addirittura aspetti peggiorativi come l’introduzione di criteri per la distribuzione delle fasce più rigidi e penalizzanti per i dipendenti, rispetto a quelli contenuti nell’accordo definitivo. Se non ci sarà ascolto delle istanze del sindacato, valuteremo tutte le azioni da porre in essere, a partire dalla mobilitazione dei nostri professionisti.” La UIL, a fianco di Nursing up spiega che comunque gli aumenti arriveranno come previsto dal contratto, perché assieme abbiamo la maggioranza della rappresentanza».

Anche la Cisl attacca Nursing Up e Uil che hanno scelto di stare nel corridoio anziché al tavolo di trattativa. Una grande occasione per correggere il testo. Infatti, dopo 4 ore CISL CGIL e Fenalt hanno corretto il testo per riconoscere le fasce economiche a tutti gli aventi diritto, sanitari e non. Purtroppo il mancato senso di responsabilità delle due sigle maggioritarie che hanno scelto di stare fuori (fisicamente) argomentando motivi fantascientifici non ha permesso ciò.» Ora solleciteremo il presidente della giunta provinciale Ugo Rossi e l’Apran a essere garanti del Protocollo d’Intesa del 16 novembre 2016 e delle note congiunte a verbale del 28 dicembre 2016. con le assicurazioni dello stesso presidente della giunta».

Maurizio Valentinotti, infine, cerca di fare da paciere e chiede più concretezza a tutti: – Non é tempo di tante polemiche  ma di fare un accordo per le fasce aumentando un minimo le retribuzioni per le posizioni basse e per rimborsare alle figure per cui è prevista l’iscrizione agli albi i costi relativi» spiega il segretario della Fenalt.