Rammento a tutti che la presenza in servizio fraudolentemente attestata, come ovvio e come giusto, comporta gravi conseguenze per il lavoratore e c’è un aumento delle attenzioni che sia l’opinione pubblica e sia le forze dell’ordine dedicano alla questione. Succede quindi che qualche lavoratore segnalato viene attentamente monitorato e, al termine delle indagini, se ci sono comportamenti poco chiari o evidentemente fraudolenti,  viene accusato e rinviato a giudizio.  Ci si può trovare quindi di colpo chiamati a giustificare le fermate effettuate in un luogo che almeno apparentemente non c’entra nulla con la nostra missione: questo è accaduto in Trentino recentemente. Lo voglio sottolineare perché consiglio chi si muove fuori dall’ufficio, per motivi di servizio, di premurarsi di tenere segnato in agenda le motivazioni dei movimenti o delle soste che apparentemente possono sembrare fuori luogo (come la sosta prolungata in un bar per un appuntamento o il passaggio a casa per prendere qualche cosa di indispensabile), di cui potrebbe essere chiamato a rispondere qualche mese dopo! Che non siano gli onesti a pagare per i furboni che ci danneggiano tutti…