SANIFONDS 2017: CHE FARE?
 
Grazie alla protesta e al sacrificio di quasi un terzo dei dipendenti pubblici che non hanno voluto aderire, possiamo dire che c’è qualche novità positiva: pur rimanendo distante dalle nostre aspettative SANIFONDS si è EVOLUTO: migliorano alcune prestazioni e migliora lo statuto.
Non è detto che i piccoli passi possono portar lontano….Ma di certo qualche copertura più seria non può che dare un maggior senso all’adesione.

   Ci preoccupano le voci di una prossima presidenza data a qualche pensionato

confederale: che  non ci sia un lavoratore

capace tra tutti i quadri e gli iscritti dei

confederali?

Due sono i piani di valutazione.
Da una parte la modifica dello statuto che ci consentirebbe di andare in assemblea anche come Fenalt: tuttavia la cosa per ora non ci interessa, data la grande differenze di vedute con i colleghi confederali. Lavoreremo da fuori, raccogliendo i suggerimenti dei lavoratori.

Dall’altra le prestazioni: come potete vedere compiutamente sul sito di SANIFONDS, sono cambiati i livelli di intervento. Senza entrare nel merito di tutto ma invitando tutti ad informarsi direttamente alla fonte, registriamo con favore che si possono ottenere fino a 360 euro per interventi odontoiatrici, e in aggiunta ad altre prestazioni. Tra queste anche un contributo per le lenti: qui paradossalmente chiedono il certificato dello specialista il che è parecchio scomodo: sarebbe bastata un’autodichiarazione o la patente per tutti coloro che hanno la prescrizione della guida con lenti (credo che siano pochi che si comperano lenti da vista per hobby!).

Per le gravi patologie è previsto un intervento particolare, il che è positivo, ma ancora non si sa di quanto sia (speriamo non sia discrezionale).

Rimane  bassissimo ed insoddisfacente l’intervento per la non autosufficienza. Manca del tutto la premorienza, evento raro che quando capita manda in tilt le famiglie dei lavoratori.

A questo punto, sempre convinti  che questa grossa opportunità debba ancora trovare la strada giusta per diventare uno strumento per risolvere i gravi problemi dei lavoratori e che sia inadeguata la governance,  non possiamo che sottolineare che vi sono prestazioni cui è peccato rinunciare. Riteniamo quindi giunto il momento di consigliare a chi non ha altre motivazioni per non  aderire, di verificare il gradimento degli aspetti positivi e l’eventuale adesione. L’adesione va fatta eventualmente entro il 23 giugno. E’ triste accontentarsi del “piuttosto che niente, qualcosa..”,ma così stanno le cose.

Rimaniamo a disposizione per altri chiarimenti.

Maurizio Valentinotti

Segretario Generale Fenalt