Addio alla fusione delle Apsp. Almeno per ora. Da tempo la Fenalt – ed in particolare Roberto Moser , vicesegretario del Sindacato –  insiste sulla necessità di accorpare le Case di riposo al fine di recuperare risorse, tramite le economie di gestione, da investire nella qualità del servizio. Tant’è che non sembrava vero che l’assessore provinciale alla Sanità, Luca Zeni, avesse sposato in pieno con la sua riforma le proposte della Fenalt: passaggio da 41 Apsp a 16 agenzie per anziani, una per valle, con un’organizzazione molto più coerente. Invece  l’opposizione di Upipa e le paure della politica trentina, preoccupata dei riflessi sul territorio di una riforma così radicale in un anno di campagna elettorale, hanno fatto sfumare l’asse portante della Riforma Zeni. La fusione non sarà obbligatoria, ma facoltativa. Quali saranno quindi i Presidenti e i Cda che decideranno di tagliare le proprie poltrone e i propri lauti compensi?  Non ci pare che in Trentino sia diffusa la pratica dell’autolesionismo. Ma la Fenalt non desisterà nel sostenere il progetto.