Trento, 9 agosto 2017 –  Nell’incontro convocato ieri da Apran per il rinnovo del contratto 2016-2018 del comparto Regione-Cciaa di Trento e Bolzano sono riemerse energicamente le spaccature fra parte datoriale e OOSS che ormai stanno contrassegnando questa tornata di rinnovo. L’ostinata determinazione con cui la Controparte insiste nel tentativo di voler smantellare gli istituti virtuosi dell’attuale contratto per far terra bruciata all’arrivo dei 400 dipendenti della Giustizia (in particolare l’eliminazione totale delle progressioni orizzontali e della biennalità di quelle verticali; la cancellazione del fondo di autofinanziamento delle progressioni  con riflessi deleteri sulla storia contributiva di ciascuno)  è sconcertante e sembra palesare la totale noncuranza delle conseguenze di tali proposte sulla dinamica dei redditi e dei versamenti contributivi dei dipendenti. Se le cose non miglioreranno, la Fenalt non firmerà mai un contratto che sembra sempre più simile alla Caporetto delle conquiste finora raggiunte da chi ci ha preceduto. Abbiamo per ora solo l’accordo sull’erogazione dell’aumento tabellare, un magro +3%, sugli anni 2016 e 2017, concentrando in essi anche le risorse del 2018. Il resto è solo desolazione. Ci auguriamo soltanto  che dopo la giornata di confronto serrato di ieri, la Controparte capisca che non può continuare così perché non farà che compattare al massimo il fronte sindacale, come sta di fatto accadendo, senza ottenere alcun risultato se non il muro contro muro (in foto la sede della Cciaa di Trento).