Trento, 15 agosto 2017 – Nel caso di congedi straordinari come quelli riconosciuti dalla legge 104/1992 per l’assistenza dei familiari, il lavoratore che fornisce un indirizzo diverso rispetto a quello dove l’assistito abita, non configura ipso facto un comportamento fraudolento e quindi una giusta causa per il licenziamento, ma solo per una sospensione. Lo afferma la Corte di cassazione con la sentenza 20098/2017.