Trento, 21 agosto 2017 – Secondo i dati Eurostat dal 2007 al 2016 il numero delle famiglie italiane in assoluta povertà è raddoppiato ed è più che raddoppiato anche il numero delle persone. Nell’ultimo decennio le misure di austerità adottate per risanare i conti pubblici hanno avuto riflessi sulla popolazione in area di povertà ed hanno polarizzato sempre più le disuguaglianze. Le persone in povertà (reddito lordo familiare inferiore a 19.966 Euro con due figli sotto i 14 anni) spendono in consumi in media il 42%  in meno degli altri e su questi consumi l’incidenza di gran lunga maggiore è rappresentata dagli oneri legati all’abitazione. Austerità, moderazione dei salari, disoccupazione e bolla immobiliare hanno contribuito a far gravare maggiormente tali costi sugli strati più deboli della società. È un campanello d’allarme che deve responsabilizzare politica e forze sindacali per un nuovo patto sociale basato su più adeguate forme di redistribuzione del reddito , non solo per un’esigenza legittima di maggiore equità, ma anche allo scopo di sostenere la domanda interna.