Trento, 23 agosto 2017 – Con il blocco delle assunzioni e l’adeguamento dei requisiti per l’accesso pensionistico alle speranze di vita si alza sempre più l’età media dei dipendenti  in servizio presso la Provincia autonoma di Trento (la media è sui 50 anni); e di conseguenza crescono anche le assenze dal lavoro per malattia o per permessi legati all’assistenza di qualche familiare in difficoltà (in media 22 giorni a dipendente nel 2016).  Una realtà di cui non si può più non tener conto. A farlo presente, dalle colonne de l’Adige del 23 agosto, è  il segretario generale della Fenalt, Maurizio Valentinotti: “È tempo di elaborare un contratto che renda compatibili le mansioni sul lavoro con l’età dei dipendenti. Pensiamo a chi opera sotto le intemperie e a chi deve sopportare elevati livelli di stress”. La Fenalt propone quindi un contratto al passo con i tempi, insomma  “un contratto del Terzo Millennio” che punti sulla qualità e sul benessere nel posto di lavoro come avviene nei Paesi del Nord Europa, attraverso maggiore flessibilità dell’orario e idonei tempi di recupero per determinate professioni: “Sarà necessario effettuare un’analisi delle mansioni – afferma il segretario generale della Fenalt – affinché i carichi di lavoro più pesanti non ricadano su persone troppo anziane, dato che molti andranno in pensione a quasi 70 anni. Tra dieci anni l’età media nell’Ente pubblico raggiungerà quota 55. Per questo dobbiamo muoverci in anticipo”. L’analisi di Valentinotti  si conclude con un riferimento al rinnovo del contratto provinciale: “Si tratta di una sfida per la quale la contrattazione è già stata avviata. Una sfida che segue l’aggiornamento del contratto dopo sette anni di blocco”.