Trento, 28 agosto 2017 – Dovrebbe essere una circolare dell’Inps a spiegare, entro fine settembre, tutti i dettagli operativi sull’Ape volontaria (ovvero il prestito ponte di massimo 12 mesi che accompagna alla pensione). Così almeno negli auspici del Governo.  Al momento, infatti, si registra un ritardo sulla tabella di marcia a causa di un iter burocratico che ha visto non poche modifiche.  Una volta in vigore la prestazione potrà essere richiesta dal lavoratore cui manchino non più di tre anni e sette mesi per raggiungere la pensione di vecchiaia (66 anni e sette mesi nel 2018) e possa vantare almeno vent’anni di anzianità contributiva. L’arco temporale utile per il calcolo parte dal primo maggio 2017, con una clausola di allungamento nel caso in cui nel 2019 venissero modificati i requisiti di pensionamento per adeguamento alle speranze di vita. Il prestito sarà erogato con un assegno mensile pagato per massimo 12 mensilità (minimo 6) e sarà esente da imposizione fiscale. Le somme percepite (fra l’accoglimento della domanda di Ape volontaria e il pensionamento vero e proprio) dovranno essere restituite in un periodo massimo di vent’anni a partire dalla data di congedo effettivo. Dovrà anche essere stipulata una polizza assicurativa che copra il rischio di premorienza del lavoratore perché  il debito non grava sui titolari di pensione ai supersititi. Insieme alla domanda di Ape volontaria deve essere presentata anche quella di pensione. Per i suoi iscritti Fenalt offre servizi di consulenza utili per sgombrare ogni dubbio sul tema.