Trento, 2 settembre 2017 – Perché delle famiglie trentine bisognose non ci si è ricordati un po’ prima?  Perché a livello nazionale solo ora, dopo polemiche e discussioni a non finire durate anni, si è introdotto in tutta fretta il Reddito di inclusione?  Domande scontate: il tempo stringe e si approssimano inesorabili le coincidenze elettorali del 2018 allorché  si andrà al rinnovo sia del Parlamento che della Giunta provinciale. Ma restiamo in Trentino. Ieri Piazza Dante ha varato definitivamente l’Assegno unico per le famiglie. Settantacinque milioni di Euro per chi è in difficoltà, ma sottoposti a vincoli, perché non si verifichi il caso che l’indigenza diventi una professione retribuita. Sono previsti aiuti per l’integrazione al reddito delle famiglie con Icef fino a  0,16 (e non solo 0,13 come oggi), forme di sostegno per l’educazione e la cura dei figli (fra 0 e 18 anni, se con Icef fino 0,30), agevolazioni per l’accesso ai servizi per la prima infanzia e forme di sostegno per i disabili. Come fare per ottenere l’assegno in questione? La domanda va presentata all’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa, anche tramite degli sportelli periferici di assistenza della Provincia o dagli istituti di patronato (Coldiretti per la Fenalt) o assistenza sociale. Per il primo anno di applicazione la domanda va presentata da metà ottobre 2017 al 31 marzo 2018.