Trento, 2 settembre 2017 – Si fa un gran parlare in questi giorni del Polo unico nazionale delle visite fiscali, gestito dall’Inps, e della decisione della PaT – che ha competenza primaria sul personale – di mantenere inalterata la situazione in Trentino, conservando la funzione di controllo all’Apss su richiesta del datore di lavoro. In un comunicato stampa la Fenalt prende posizione sul tema mettendo l’accento  non tanto sul soggetto incaricato a svolgere i controlli quanto sui criteri con cui essi vengono disposti. “Non è tanto chi li deve fare che ci preoccupa – afferma il Segretario generale Maurizio Valentinotti –  Pochi giorni fa un direttore di una Casa di Riposo, reduce da uno “scontro” con un lavoratore, gli ha mandato la visita fiscale all’ultimo giorno della convalescenza post operatoria! Un lavoratore che, infortunio a parte, ha fatto meno di un giorno all’anno di malattia nella sua carriera: se il criterio è questo, è preferibile un software dell’Inps all’insensatezza umana. Penso, altresì, che non sia razionale confinare agli arresti domiciliari uno che si è ingessato o che ha una convalescenza post operatoria: non sarà mica in discussione il diritto a riprendersi senza dover lavorare! Allora perché imprigionarli? Concentriamoci sui furbetti, e magari anche sui medici che si prestano a non accertare seriamente lo stato di salute di chi in realtà è sano. Non opprimiamo chi è onesto e lavora seriamente”.  Ciò che preme alla Fenalt è una garanzia di equità nella gestione dei controlli che tuteli i diritti dei lavoratori: “Lunedì 4 settembre – prosegue Maurizio Valentinotti –  l’Apran convoca i Sindacati  per firmare una norma che garantisca i controlli ancora ad Apss anche per le case di Riposo e per i Comuni: credo che non sia materia da sottovalutare, e per quanto ci riguarda è fondamentale che ci siano criteri che non si basano su pregiudizi o su ritorsioni, ma che valgano equamente per tutti”.
Il tema per la Fenalt va inquadrato non solo in termini di legittimità, ma anche di costi e di efficienza del sistema: “Credo che il problema sia di chiarire quello che si vuol fare – conclude Valentinotti –  Se la questione è solo verificare la presenza in casa, meglio impiegare personale che costa un decimo dei medici e usare i medici dove servono”.