Trento, 10 settembre 2017 – Languono le trattative per il rinnovo del contratto di Regione e Camere di commercio di Trento e Bolzano. Le ragioni dello stallo sono ben note ad Apran e all’Amministrazione: i Sindacati non sono disponibili a trattare sullo smantellamento del sistema delle progressioni di carriera (progressioni verticali e orizzontali) e sulle discriminazioni nei confronti del personale proveniente da altri enti. Quest’ultimo aspetto assume particolare rilievo se si considera che con il primo gennaio 2018 entreranno nei ranghi della Regione i circa 400 dipendenti della Giustizia in base alla delega sottoscritta dalle due Province autonome con Roma. L’Autonomia del Trentino-Alto Adige non merita di questi espedienti per ridurre i suoi costi: il personale della Giustizia non può trovarsi un contratto radicalmente peggiore rispetto a quello che gli si è proposto per ottenerne il consenso a transitare sotto la Regione. Se l’Autonomia del Trentino-Alto Adige deve ricorrere a questo per risparmiare risorse, eviti di assumersi tal responsabilità. È questo il senso della lettera che in questi giorni la maggioranza delle Organizzazioni sindacali di comparto (Asgb, Cgil, Cisl, Fenalt e Uil) hanno inviato ad Apran, Amministrazione, Presidenti delle Province ed Assessori di riferimento per ribadire che se si insiste su questa linea, non ci sarà alcun rinnovo contrattuale.