Trento, 19 settembre 2017 – E’ passato esattamente un mese da quando il nostro delegato Fenalt in Apss, Paolo Panebianco, ha sollevato l’attenzione sugli standard della rete riabilitativa nelle strutture di degenza trentine fissati con delibera del 7 luglio 2017 dalla PaT (vedi post: “Standard assistenziali in Apss: altri dubbi dopo la segnalazione Fenalt” e “Fenalt: perplessità sugli organici della rete riabilitativa in Apss”). Obiettivo dichiarato del provvedimento? Garantire al paziente una assistenza adeguata alle sue esigenze,  affinché possa intraprendere il percorso di cure più indicato. La delibera citata specifica, fra il resto, gli standard di assistenza quali-quantitativi che devono essere assicurati nelle strutture di degenza. Benché fondamentali per l’organizzazione del personale e il livello del servizio,  queste misure non sono state discusse con il sindacato.  Già ad agosto la Fenalt ha chiesto un confronto con l’Amministrazione senza ottenere risposta. Sul quotidiano l’Adige del 19 settembre Paolo Panebianco  ritorna sul tema e segnala i primi effetti del provvedimento: “I dipendenti dell’Eremo di Arco mi scrivono preoccupati. Nell’ultimo periodo su 150 posti letto circa 50 sono sistematicamente rimasti vuoti. Il personale dice che si tratta di una cosa mai vista. Per parlare di questo, ma anche di altro ho già richiesto un incontro in assessorato, ma ritengo sia necessario un confronto più ampio che coinvolga politica, azienda sanitaria, sindacati e gestori delle strutture”.  Si tratta di una situazione dai contorni poco definiti che crea tensione fra strutture di degenza pubbliche e private e fra le stesse strutture pubbliche. Sarebbe utile che l’Assessorato convocasse un incontro, soprattutto per fare maggior chiarezza su un provvedimento dalle ricadute importanti, ma che l’atmosfera vacanziera di luglio e agosto ha fatto passare quasi sotto silenzio. Sarà stato un caso?