Trento, 21 settembre 2017 – Ennesima tornata della trattativa per il rinnovo del contratto Regione-Camere di commercio 2016-2018. Ennesino nulla di fatto. Mentre già molti mesi orsono Provincia ed Autonomie locali hanno sanato sul piano economico la situazione di migliaia di dipendenti con un contratto stralcio che li ristora dopo 8 anni di blocco, in Regione e in Camera di commercio non si muove una piuma . Si comincia ad avere la reale impressione che la politica locale abbia paura dei molti, ma si accanisca con i pochi. Siamo troppo pochi per fare un rumore sufficiente e troppo poco sindacalizzati: quindi siamo deboli. Ragion per cui la controparte cerca di barattare un prolungamento delle progressioni di ben due anni, selezioni rigorosamente contingentate e pagelle più severe (con ripercussioni immediate sugli stipendi e sulle contribuzioni pensionistiche) in cambio di un aumento del 3% dei salari e un “qualcosina” in più sulla produttività. Quant’è questo “qualcosina”? Molto poco, perché la situazione di bilancio delle CCIAA non è rosea e non consente grandi spese. Barattare il totale ridimensionamento del sistema di organizzazione del personale con il semplice adeguamento all’inflazione (3% sul triennio) e un “qualcosina” in più sulla produttività, non è realisticamente accettabile.