Trento, 26 settembre 2017 – Sì è tenuta questa mattina un’assemblea degli iscritti Fenalt delle APSP trentine (case di riposo) che ha visto la partecipazione, nel corso dell’incontro, di quasi 200 persone e che ha fatto seguito all’assemblea dei delegati sindacali riunitisi la settimana scorsa per fare il punto sulla preoccupante stasi contrattuale. In un momento in cui c’è bisogno del massimo sprint, tutto sembra essere continuamente rinviato e attutito. Per questo Fenalt ha deciso di convocare un’assemblea del lavoratori delle APSP per cercare di stimolare APRAN ad avviare con decisione il percorso per un rinnovo contrattuale serio. Alcuni temi sono comuni ad altri settori del comparto pubblico del Trentino, ma sofferti in modo particolare dai lavoratori delle APSP che fino ad oggi sono sempre stati lavoratori con un’applicazione parziale e fantasiosa anche degli istituti contrattuali assodati per tutti. Un esempio importante, che vale importanti risorse per i lavoratori: il buono pasto.
Oggi il contratto di lavoro dà diritto ad un contributo di 6 euro, cifra che sarebbe da allineare al resto d’Italia dove il minimo è 7 euro, ma nelle APSP trentine non è possibile usare questo contributo: è logico infatti che mentre gli operatori devono aiutare nel pasto gli utenti delle APSP non possono allontanarsi per recarsi in mensa; sono state cercate diverse opzioni alternative, ma con scarsi se non nulli risultati.
La situazione di discriminazione si aggrava oggi visto il nuovo Decreto Ministeriale 07/06/2017 n 122 entrato in vigore il 9 settembre corrente anno, col quale a livello nazionale i buoni pasto possono essere spesi in maniera più fruibile e cumulabili: chiediamo che venga recepito il Decreto e applicata la novità a tutti i comparti pubblici del Trentino. Un altro problema che persiste da anni è il mancato riconoscimento del tempo di cambio divisa, visto che il contratto prevede l’obbligo della divisa e che questa viene indossata o tolta fuori dall’orario di lavoro; come sancito da diverse sentenze definitive, chiediamo che venga riconosciuto questo tempo. Le modalità di riconoscimento del tempo divisa devono essere semplici, come il pagamento dei minuti o l’accumulo sotto forma di banca ore: non possono esserci baratti fantasiosi come vorrebbero UPIPA e APRAN. È urgente aprire un tavolo di lavoro per le APSP.
E’ necessario per dare una risposta dignitosa a chi oggi si occupa degli anziani.
La riunione sindacale di oggi è un chiaro messaggio che i problemi ci sono e che dobbiamo prenderli in mano e dare delle risposte. La Fenalt ritiene che le risorse economiche ci siano e se così non fosse non si capisce perché non si sia voluto, politicamente, continuare dei percorsi avviati, come quello di unificare le APSP, percorsi che portavano a notevoli risparmi di denaro da poter investire in assistenza.