Trento, 30 settembre 2017 – Anche in Trentino dei poveri ci si ricorda – spesso e volentieri – in prossimità degli appuntamenti elettorali. Stando così le cose, potremmo augurarci campagne elettorali più frequenti: forse avremo anche una società più equa, capace di riempire di un senso nuovo anche il concetto di Autonomia. La stampa locale – che non sembra avvedersi di queste sospette coincidenze – dà risalto oggi alla notizia dell’approvazione da parte della PaT dell’assegno unico provinciale. Una misura di contrasto alla povertà, di integrazione al reddito delle famiglie, di sostegno alla natalità e all’invalidità. Si parte da uno stanziamento di più di 75 milioni di euro con la possibilità di integrare ulteriormente il budget: lo scopo è quello di garantire adeguata copertura a tutti gli aventi diritto. Per l’accesso al beneficio fa fede solo l’Icef (l’indicatore della situazione economica familiare), graduato in modo differente a seconda dei bisogni: 0,16 per il sostegno al reddito, 0,30 per il sostegno alle famiglie con figli, 0,40 per le agevolazioni economiche legate agli asili nido. Un meccanismo quindi – che almeno sulla carta – sembrerebbe semplice e poco “burocratico”. Le domande potranno essere presentate dal 10 ottobre e le misure entreranno in vigore dall’1 gennaio 2018.  All’approssimarsi di fine legislatura, mentre sempre più si scalda la campagna elettorale (elezioni politiche e provinciali), la Giunta provinciale – per bocca del suo vicepresidente, Alessandro Olivi – dichiara in tono solenne: “Avere adottato un unico indicatore di ingresso significa avere individuato nell’equità sociale la nostra stella polare”. Meglio tardi che mai.