Trento, 19 ottobre 2017 – La Fenalt non condivide né il metodo né la sostanza di quanto emerso sui contenuti della finanziaria in un incontro tra Rossi e i Segretari delle Confederazioni.
Emergono punti di criticità molto forti che sono stati liquidati con un semplice motto pubblicitario “servono più risorse” senza una precisa definizione di quelli che sono da considerarsi gli aspetti più importanti da risolvere e che richiedono maggiori risorse.
Secondo Fenalt (che è il secondo sindacato della PaT e primo nelle APSP nonché terzo nelle autonomie locali) le priorità sono state completamente ignorate.
Serve riprendere il trend delle assunzioni, sbloccare completamente il turnover, a partire dai Comuni sui quali sono calati impegni straordinari con le gestioni associate: serve fissare un criterio con cui si consenta ai comuni, associati o fusi che siano, di essere macchine funzionali ai servizi che devono gestire, non si può lavorare con organici casuali, esponendo i lavoratori a rischi maggiori e all’insoddisfazione dell’utenza. Ed è certamente auspicabile per il mercato del lavoro locale avere qualche posto in più nei piccoli centri comunali.
Per quanto poi riguarda le APSP – il cui futuro rientra nel quadro della riforma del Welfare ampiamente condivisa dai Confederali, ma assolutamente insoddisfacente per Fenalt – non si è capito come sia necessario risparmiare su Cda e direttori, per mettere più soldi in assistenza, cosa che per un momento sembrava il motto dell’ass. Zeni cui evidentemente non hanno fatto seguito azioni concrete.
Per quanto poi concerne la Pat ed enti funzionali, riteniamo sia indispensabile rilanciarne il ruolo, migliorando i servizi: non è una balena da spolpare, secondo le care indicazioni Deloitte, ma una macchina da far funzionare bene.
Sempre per quanto riguarda le risorse per il pubblico impiego ci sembra a questo punto imprescindibile che per il buono pasto dei lavoratori si debbano seguire le orme dello Stato , il quale finalmente, come Fenalt sostiene da anni, ha considerato le risorse messe in questo istituto uno strumento utile per l’economia del territorio: vogliamo le stesse modalità e le stesse quantità (cumulabilità di 8 buoni pasto da spendere anche in contesti diversi dal pasto di servizio), non dobbiamo essere secondi a nessuno, né dobbiamo inventarci tanto di nuovo, copiamo il decreto ministeriale 7/6 2017 n° 122.
Necessario, per quanto riguarda il comparto delle autonomie locali, prevedere un percorso di carriera compatibile con l’allungamento della vita lavorativa, la cosiddetta 5^ fascia.
Per quanto poi specificamente riguarda l’APSS è stato promesso un impegno per l’omogeneizzazione dei contratti con il comparto autonomie locali per il personale amministrativo, ma per ora, con la firma dei confederali, e la nostra opposizione, si sono messi a posto solo i Direttori. Nessuna risorsa appare stanziata per la figura degli Operatori socio-sanitari (Oss), che necessitano di una forte rivisitazione anche in virtù delle novità a livello nazionale.
Porteremo tutte le osservazioni in prima commissione, augurandoci di trovare una maggior sensibilità in Consiglio rispetto a quella della Giunta Provinciale

Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt