Trento, 24 ottobre 2017 – Assunzioni dei precari o protesta. E’ questo l’ultimatum lanciato dal vice segretario generale Fenalt, Roberto Moser, davanti ad una situazione – quella delle Apsp trentine – che sta diventando insostenibile.  La possibilità offerta dalle norme nazionali di stabilizzare i precari va colta al volo: non è solo un’esigenza dei lavoratori che aspettano da anni, ma anche delle Apsp e degli ospiti stessi. Il problema della mancanza di operatori, diventa ancor più serio se i precari che ci lavorano non vengono stabilizzati, ma lasciati a casa; parliamo di circa 800 persone solo nelle APSP. Per poter dare una risposta in primis alla mancanza di operatori e anche alla stabilizzazione dei precari bisogna creare nuovi posti nelle piante organiche delle APSP. Lo si può fare solo cambiando il coefficiente applicato oggi, cioè ogni 2,3 ospiti un operatore, portandolo ad 1,7 ospiti per un operatore. Con questo cambiamento si potrebbero garantire un’assistenza migliore e un ritmo di lavoro da parte degli operatori più consono. A maggior ragione se si pensa che la media d’età degli operatori è di 50 anni, media destinata a salire, visto l’allungamento dell’età pensionistica, di pari passo con un crescente numero di limitazioni fisiche.

Da anni Fenalt – che vanta circa 800 iscritti nelle Apsp – denuncia la mancanza di operatori nelle APSP che contribuisce ad aggravare le situazioni insieme ad altri fattori come un radicale cambiamento della tipologia ospiti, tra i quali nelle Apsp trentine – che per loro natura sono sanitarie – si possono anche giovani con grossi problemi comportamentali, tali da richiedere un operatore 24 ore su 24, oppure persone con grossi problemi sanitari, come in un qualsiasi ospedale. Per questo qualche anno fa Fenalt definì le Apsp “piccole cliniche”, e a dire il vero, certe non sono neanche tanto piccole.  Vale la pena richiamare quello che cerchiamo di ribadire da anni e che come sindacato abbiamo detto ripetutamente in questi ultimi anni: è urgente che vengano assunti, tramite la stabilizzazione dei precari, molti operatori in più nelle APSP. Siamo stufi di parlare al vento, e se anche questo appello rimarrà inascoltato, siamo pronti a manifestare il nostro disappunto sia in piazza sia nelle sedi politiche. Se l’assessore Luca Zeni non vorrà ascoltarci, organizzeremo una manifestazione presso l’Assessorato o in Consiglio Provinciale, coinvolgendo tutte le Organizzazioni sindacali che vorranno condividere questo nostro obiettivo.