Trento, 31 ottobre 2017 – Grande eco ha avuto sulla stampa (l’Adige e il Trentino) e sulle tv locali l’assemblea generale indetta ieri da Fenalt presso la sala della Cooperazione. Tema la chiusura dei contratti nel campo Autonomie locali, Provincia, Sanità e Case di riposo. Nonostante gli attacchi dei Confederali, l’assemblea ha visto un’ampia partecipazione di pubblico:  quasi 400 presenze. Per Bruno Boschetti, presidente Fenalt, la disponibilità di nuove risorse è uno dei prerequisiti per la chiusura del contratto: “Senza nuove risorse non si può chiudere il contratto. Dovremo tornare in piazza contarci e far sentire la nostra voce”. Non è mancata una frecciata alla politica locale che vale anche per il comparto Regione-CCIAA in cui la trattativa contrattuale si protrae da un anno. “Dobbiamo guardare in faccia i politici che fanno la scelta di non mettere a disposizione le risorse necessarie”, ha detto il segretario generale Maurizio Valentinotti, ricordando un altro dei temi cardine dell’azione attuale di Fenalt:  quello dei precari: “Con la legge Madia si può arrivare alla stabilizzazione dei contratti, ma noi con la nostra autonomia possiamo  prendere il meglio della legge e salvare i posti di lavoro”. L’assemblea ha poi affrontati i temi caldi della discussione settore per settore all’interno di un comparto che in genere vede alzarsi sempre più l’età media dei lavoratori e poche sostituzione per i pensionamenti. Ricorda Boschetti: “Se in Trentino siamo ai primi posti nelle classifiche per la qualità dei servizi, non è solo merito dei dirigenti, ma anche dei lavoratori. Qui in Trentino è ora di finirla con l’italico stereotipo del dipendente pubblico fannullone:  i fannulloni esistono anche nel privato”. Ma per ottenere risultati serve l’unità sindacale: “Crediamo nell’unità sindacale – ha dichiarato Bruno Boschetti – In passato siamo scesi in piazza insieme e abbiamo ottenuto risultati”.