Trento, 31 ottobre 2017 –  Sterilizzazione degli aumenti Iva, tagli alle spese per 3 miliardi e qualche novità anche su Ape e Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata) fra le principali direttrici del Ddl di bilancio la cui versione definitiva è approdata al Senato. Mentre governo e sindacati si confrontano sulla possibilità o meno di congelare lo stabilizzatore automatico di spesa che dal 2019 farebbe scattare un aumento di 5 mesi per i requisiti di pensionamento  con speranza di vita salita a 65 anni, si affacciano nuove misure per un allargamento di Ape e Rita.  L’Ape sociale si allarga a chi perde l’ultimo contratto a termine (a patto però che negli ultimi 36 mesi ne abbia cumulato almeno 18 alle dipendenze), per le apiste sociali mamme arriva un bonus di sei mesi per ogni figlio fino a 24 mesi. Per l’Ape volontaria e aziendale la sperimentazione si allunga fino al 2019. Diventa strutturale la Rita che potrà essere chiesta fino a 10 anni prima del pensionamento per i disoccupati di almeno 24 mesi. La manovra prevede anche 12 mila assunzioni nel pubblico impiego dalle forze dell’ordine, agli uffici giudiziari, all’università e ai beni culturali. Per gli statali si amplia il raggio d’azione del Bonus Renzi (80 Euro) a coloro che hanno un reddito annuo lordo compreso fra 24.000 e 26.600 Euro.