Trento, 1 novembre 2017 – Dopo l’assemblea unitaria indetta da Fenalt, Cgil e Cisl sullo stress lavoro correlato, in cui è emerso il problema della stabilizzazione dei precari, ora è la Cgil che dalle colonne dei quotidiani oggi in edicola minaccia la mobilitazione per la beffa cui i precari rischiano di essere assoggettati. Nell’accordo fra OOSS e Muse per l’esternalizzazione di alcuni servizi fondamentali per la vita della struttura, come la mediazione culturale e le visite guidate, ad una cooperativa tramite gara europea, si era raggiunta un’intesa circa l’inquadramento del personale con il contratto di Federcultura, anziché quello dei Servizi, inizialmente proposto dalla Controparte e del tutto inadeguato alle professionalità coinvolte. Ora si apprende che, nonostante le rassicurazioni dei vertici, al personale con diploma di laurea del vecchio ordinamento, o specialistica del nuovo, e conoscenza della lingua straniera, si pretende di assegnare un trattamento economico pari alla qualifica B2 del contratto provinciale, per la quale basterebbe la licenza media, oppure pari alla C2 per la quale basterebbe il diploma delle superiori. Naturale che i lavoratori, tutti dall’elevata professionalità e impegnati con passione nella propria attività, si sentano beffati. Giovani, precari e sottoposti a trattamenti economici inadeguati. Ai  lavoratori e alle iniziative della Cgil va la solidarietà e il sostegno della Fenalt Muse. Ci aspettiamo che anche la UIL, sindacato di maggioranza al museo da molti anni, dimostri responsabilità.