Trento, 5 dicembre 2017 –  Sono ormai passati molti anni da quando come Fenalt rivendicavamo un buono pasto spendibile anche al supermercato e per tutti, compresi i part-time, ma per ostruzionismo di alcuni sindacati la cosa non è mai andata in porto. Ora, visto che finalmente anche a Roma hanno capito l’importanza di utilizzare il buono pasto proprio come ulteriore misura anticrisi, trattandosi di risorse che vanno sicuramente e immediatamente in circolo. Così a livello nazionale hanno adeguato il valore del buono pasto a 7 euro con la possibilità di cumulo fino a 9 buoni, spendibili in moltissime tipologie di esercizi che forniscono beni di ristoro e fuori dall’orario di lavoro (decreto 122 del 07/08/2017 applicato il 9 settembre 2017). Sono soldi contrattuali e non si comprende per quale motivo si debba discriminare chi per ragioni familiari deve consumare il pasto a casa propria anziché presso il ristorante o al supermercato vicino alla propria sede di lavoro con risparmio di tempo (viaggio da ufficio a casa e ritorno) e denaro (otre 130 ero mensili). Prima o poi lo capiranno anche quei sindacati che fino a ieri ci criticavano e che oggi, visto quanto deciso a livello nazionale, nascondono la testa nella sabbia, pur di non darci ragione.

Bruno Boschetti, Presidente Fenalt