Trento, 9 dicembre 2017 – Per far luce sulla questione delle visite del medico fiscale che in Trentino sono poste sotto la giurisdizione di Apss anziché di Inps come a livello nazionale, pubblichiamo l’intervento del Segretario generale Fenalt, Maurizio Valentinotti: “Il quadro da cui si parte è questo: a livello nazionale Inps è titolare delle visite fiscali ai lavoratori in malattia, con regole diverse dalle nostre. In Trentino il Consiglio provinciale ha inserito un articoletto nell’assestamento di bilancio, sancendo che sui lavoratori della PaT sarà sempre l’Apss a fare le visite e che le modalità verranno stabilite con regolamento della Giunta provinciale. Questa posizione è stata fatta propria con un accordino tra parti (non sottoscritto da Fenalt) anche dalle Apsp e dai Comuni. Noi riteniamo che, siccome anche alla controparte sta a cuore la gestione dei controlli da parte di Apss, sia giusto pretendere che sulle modalità che saranno definite dalla Giunta provinciale si faccia un accordo con il sindacato. Infatti come Fenalt riteniamo giusto che il regolamento delle visite fiscali, fino all’altro giorno definito con contratto, rimanga oggetto di trattativa tra sindacato e Provincia: per questo abbiamo chiesto a Rossi di chiamarci per definire le regole assieme. Ben lungi dal voler difendere i furbetti, noi vorremmo che nell’ambito di tali regole non si costringessero agli arresti domiciliari coloro che sono ammalati senza ombra di dubbio e che per guarire non devono necessariamente stare in casa (talvolta anzi non è proprio il caso). Se ritenuto necessario vi è sempre la facoltà di chiamare gli interessati a visite fiscali di controllo, atte ad appurare non la presenza in casa, ma la sussistenza della malattia, come la frattura, i punti chirurgici, la “grave patologia” e via dicendo. Tra l’altro ci segnalano che alcuni lavoratori hanno ricevuto a casa la visita fiscale da Inps e in orari diversi da quelli attualmente previsti dalle norme sopra citate, valevoli per la provincia di Trento. Viene spontaneo chiedersi chi abbia dato l’ordine? Chi paga gli interventi? Come mai se ritengono che ci siano nuove disposizioni non ne è stata data notizia ai lavoratori? Per spiegare il paradosso: è come se un pescatore sul Noce venisse controllato da una guardia forestale dello Stato in base al regolamento di pesca sul Ticino! Abbiamo chiesto a Rossi di darci delle spiegazioni, ma le risposte non arrivano!”