Trento, 11 dicembre 2017 – È ripartita, seppur a rilento, la contrattazione in Apran per il rinnovo del contratto 2016/2018. La proposta di parte Apran prevede che i soldi a disposizione permettano di rispondere ad alcune criticità dando un minimo di incremento delle indennità del personale sanitario. Si tratta quindi di aumentare di circa il 10% l’indennità professionale specifica aggiuntiva provinciale, la parte fissa dell’indennità di funzioni di coordinamento, l’indennità giornaliera di tutti i ruoli del personale che opera su tre turni e l’indennità oraria per servizio notturno. A ciò si aggiunge l’introduzione di un elemento distinto della retribuzione a decorrere dal 1 gennaio 2018 nella misura di 15 euro mensili (lordi) per tredici mensilità destinato al personale ricompreso nelle categorie A, B, BS, C e rimborsare al personale obbligato ad essere iscritto all’albo una cifra massima di 50 euro. Queste sono le proposte Apran per la parte economica, e questi sono i soldi che si possono usare per indennità rinnovabili. Rimangono circa 5 milioni di euro di risparmi che possono essere usati una sola volta. Occorre trovare un accordo su come distribuirli: a nostro parere una giusta soluzione potrebbe essere erogarli una tantum in base al profilo di appartenenza. L’accordo stralcio, firmato in data 13 febbraio 2017, prevedeva la corresponsione di una quota pari a 50 euro anche per tutti i professionisti sanitari e non, in categoria D, che non hanno un albo professionale. Per quanto riguarda la proposta dell’Apran in merito al rapporto di lavoro a tempo parziale siamo dell’idea che la situazione di stallo che si è verificata nell’applicazione di tale istituto sia da modificare, ma aumentando le percentuali del part-time e non modificando l’articolo come proposto dall’Azienda perché porterebbe ulteriori fattori negativi. Non abbiamo nessuna preclusione a discutere una modalità diversa di concepire questo istituto, ma non possiamo permettere che venga meno. Modificando le regole di concessione, come proposto dalla parte pubblica, nel part-time  temporaneo ci saranno alcune specifiche categoria di personale che non avranno mai la possibilità di passare a tempo parziale. E di fatto verranno sempre escluse. Abbiamo inoltre messo all’attenzione controparte varie problematiche, alcune tra l’altro si trascinantesi da anni e coincidenti con alcune precise richieste:

  • Chiediamo che venga adeguata l’indennità di qualificazione professionale della categoria BS. Aspetto già più volte a messo in evidenza.
  • Riconoscimento e possibilità di mutamento delle figure professionali e relativo inquadramento nel profilo corrispondente alle mansioni svolte.
  • Introduzione di un sistema di riqualificazione del personale amministrativo/tecnico.
  • Indennità “Percorso nascita”. Chiediamo venga istituita un’indennità per le ostetriche impegnate in tale attività. Estendere l’indennità Serd a tutti i componenti del servizio, anche quelli impegnati in attività in situazioni non protette e più a rischio come l’attività a domicilio.
  • Applicazione del decreto 07/06/2017 n. 122, relativo ai buoni pasto: chiediamo il cumulo dei buoni pasto per poterli usare anche in forma aggregata per acquisti al supermercato; sarebbe un operazione che non riveste alcun costo aggiuntivo a carico del contratto.
  • Indennità particolari (art. 79): chiediamo che l’indennità di funzione “audit aziendale” venga estesa a tutti i lavoratori nell’ambito tecnico-economale, che hanno funzioni all’interno dell’Apss; l’articolo in vigore mette dei paletti escludendo parte di personale che avrebbe il diritto di percepirla.
  • Sempre all’interno delle indennità particolari previste dall’art. 79 si chiede venga riconosciuta un indennità al personale fisioterapista che svolge parte della sua attività nelle terapie intensive e sub-intensive; inoltre ribadiamo con forza la corresponsione di una somma analoga a quella che viene data al altri per rimborsare l’iscrizione ai collegi professionali.

Il lavoro che ci aspetta è tanto e complesso vista anche la difficoltà di comunicazione con alcune sigle sindacali. Tuttavia nell’ultima riunione Apran abbiamo assistito ad un evento quasi incredibile: tutte le sigle sindacali hanno deciso di far fronte unico abbandonando il tavolo e unendosi nella stesura di un documento dove vengono chieste ulteriori risorse contrattuali: con una nota scritta si chiede un incontro con il Presidente Rossi per discutere del problema al fine di  concludere un dignitoso contratto della Sanità. Ora attendiamo risposta. Non illudiamoci che se verranno stanziati soldi non ci sia un ritorno alle vecchie divisioni sindacali, ma ora l’obbiettivo è comune. Avanti e vediamo di ottenere il  massimo.

Chiara Romani, delegata Fenalt in Apss