Trento, 11 dicembre 2017 –  Si stanno chiudendo i contratti delle autonomie locali, anche se per quanto ci riguarda è una storia scritta male, manca un finale degno di tutto il lavoro fatto fin qui, ma tra le cose che dovranno essere inserite c’è proprio una sistemazione del profilo dei Custodi forestali. Le cose su cui i lavoratori ci hanno chiesto di intervenire o di valutare sono in particolare le seguenti. Da un parte c’è la necessità improrogabile di metter mano all’indennità specifica del Custode forestale che è una figura penalizzata da una cattiva collocazione all’interno dei contratti vigenti. Tale indennità è quella ferma da più anni e quindi serve una rivisitazione profonda alla luce anche delle modifiche funzionali che il profilo ha avuto nel tempo. Sarebbe poi opportuno trovare un legame con altri profili professionali per togliere queste figure dall’isolamento che le porta ad essere le ultime della classe. Infine si dovrebbe ipotizzare, ma questo in accordo con i lavoratori (coi quali ci  confronteremo presto) una progressione economico-giuridica all’interno dell’area. Vorremmo ipotizzare due profili, non differenti in termini di peso giuridico, ma solo di durata del percorso economico, perché ormai sembra assodato che la progressione all’interno della categoria, dal livello Base all’Evoluto, deve essere considerato come una progressione economica da conseguire con l’esperienza professionale.

di Maurizio Valentinotti, Segretario Genarale Fenalt