Trento, 18 dicembre 2017 – Come sempre si ripone speranza e ottimismo nell’assessore provinciale alla sanità, Luca Zeni, ma alla fine si vedono i risultati, deludenti, molto deludenti. Le Apsp sono in crisi per diversi motivi, e la lista è lunga. Eccola: ospiti sempre più gravi e problematici, operatori sempre più anziani, più del 40% del personale con limitazioni lavorative, turni massacranti, salto del riposo per sostituire ferie e malattie, turni notturni con due operatori per settanta ospiti (magari su quattro piani), mense inesistenti, minuti riposo psicofisico e per cambio divisa non riconosciuti, ferie non garantite o ritirate all’ultimo minuto, contratto di lavoro non rispettato dai molti Direttori e interpretato in maniera differente da un’azienda all’altra creando, forse appositamente, una confusione totale. In alcune Apsp, come Levico, capita anche che i part time abbiano sei giorni lavorativi e un solo riposo: la scusa di tutto ciò e tanto altro è che non ci sono le risorse! Era stata individuata da anni ormai la possibilità di ricuperare risorse con la fusione dei servizi delle Apsp, ma questa strada non si riesce a percorrerla. La riforma non prevede obbligatoriamente alcuna fusione fra Apsp, ma lascia alla facoltà dei vari Cda l’iniziativa per le fusioni. Quale Cda deciderà per la propria soppressione attraverso una fusione? Nessuno. Quindi, resta, drammaticamente, il problema della mancanza di operatori con tante altre criticità da affrontare. Chiediamo, dunque, a Zeni se è disposto ad incontrarci per rivedere il coefficiente operatori-ospiti, lo chiediamo in maniera ufficiale e tramite stampa. Sì, vogliamo dare una assistenza dignitosa ai nostri anziani: le risorse crediamo ci siano, visto gli sprechi evidenti e sotto gli occhi di tutti che si cono in questo settore e altrove. Assessore, vogliamo un incontro dove parleremo di esigenze urgenti per gli operatori delle Apsp, ricordando che non sono e non devono essere operatori di serie B.

di Roberto Moser, vicesegretario generale Fenalt