Trento, 27 dicembre 2017 – E’ possibile chiedere dati sulla presenza al lavoro di un pubblico dipendente. Lo consente l’ “accesso civico” (Dgs 23/2013 e 97/2016) applicato dal Tar del Lazio (sentenza 5901/2017) a favore di un dipendente pubblico che voleva visionare i fogli-presenza di un collega. A differenza dell’accesso agli atti, l’accesso civico non presuppone un interesse dai parte dei soggetti richiedenti, ma la sola finalità di controllo dell’attività amministrativa ai fini della imparzialità e del buon andamento delle scelte di interesse pubblico. L’unico limite sono le esigenze di riservatezza, segretezza e tutela di privacy e altri interessi (economici, commerciali, sindacali, sanitari, politici, religiosi; numeri di telefono, indici Isee, vita sessuale). La presenza sul lavoro è stata considerata dal Tar, come un dato utile al controllo del perseguimento da parte della PA di finalità di pubblico utilità secondo una corretta gestione delle risorse umane e finanziarie a disposizione.