Trento, 8 gennaio 2018 –  Cardine della riforma dell’assistenza agli anziani, proposta dall’assessore provinciale Luca Zeni è il cosiddetto “Spazio Argento”, ovvero una struttura, che all’interno delle comunità di valle, riunirà e coordinerà tutti i soggetti che nei territori si occupano di servizi agli anziani (per un approfondimento vedi il box in verde). La legge attribuirà a “Spazio Argento” i compiti di governo integrato dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali. Tramite Spazio Argento la Comunità di valle sarà chiamata a gestire la filiera dei servizi per gli anziani grazie ad opportune funzioni e alle necessarie risorse finanziarie. Alla Provincia resterà la regia rispetto ad una serie di parametri e direttive. In particolare, sul funzionamento delle case di riposo e sul numero dei posti letto che dovrà essere unitario.
In realtà siamo convinti che sia un sistema politico per arrivare alle amministrative di ottobre senza farsi troppi nemici. Non cambia niente per nessuno, a parte le spese che il tutto comporta, cioè soldi che oggi mancano dai tavoli contrattuali: un esempio? Lo studio della Bocconi, costo superiore al mezzo milione di euro, che suggeriva espressamente di raggruppare le Apsp. E ora quella attività di consulenza  pagata con i nostri soldi che fine ha fatto? Le spese per costituire Spazio Argento, quali sono?

Che cos’è la riforma dell’assistenza agli anziani
Offrire migliori servizi agli anziani, attraverso il miglioramento della capacità di visione d’insieme, in modo da consentire una programmazione delle politiche e dei servizi in grado di operare in maniera equa e più efficace, rendendo flessibile l’uso delle risorse per sviluppare l’assistenza in modo più mirato, in base alle esigenze delle persone e del territorio. Questo il fine della riforma del welfare anziani che giunge dopo quasi due anni di confronto con tutti gli operatori del settore. La nuova normativa, proposta dall’assessore Luca Zeni, tiene conto degli esiti del tavolo di lavoro a cui hanno partecipato tutti i soggetti interessati che a vario titolo si occupano di assistenza agli anziani e di “invecchiamento attivo”; dai sindacati di categoria, alle associazioni di rappresentanza delle RSA, dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari agli ordini professionali, ai sindacati.

di Roberto Moser, vicesegretario generale Fenalt