Trento,  9 gennaio 2018 – Si può essere licenziati per una pausa caffé troppo lunga o non autorizzata? Sembra proprio di sì, almeno a quanto emerge dalla vicenda di due operai dell’Associazione temporanea d’impresa Snau-Adigest, incaricata di gestire la raccolta dei rifiuti urbani di molti comuni della Vallagarina.  Ai due dipendenti qualche giorno prima di Natale arriva una lettera in cui viene comunicata la sospensione immediata dal lavoro in attesa di ulteriori accertamenti; successivamente verrà disposto il licenziamento.  Il fatto contestato consiste in una o più soste al bar non autorizzate e troppo lunghe. I due dipendenti si giustificano, in parte ammettendo il comportamento, ma adducendo motivi di salute dovuti al freddo intenso del periodo. D’altra parte il servizio era stato completamente svolto, senza alcuna deviazione dal percorso, e i due non erano mai incorsi in nessun tipo di infrazione. Emerge anche che la contestazione ha natura “visiva”, ciò significa che qualche collega, o dei vigilantes pagati ad hoc, hanno riferito il fatto, e che uno dei due operai è stato delegato sindacale. Ora la vicenda è sul tavolo del sindacato di appartenenza (Cgil) che minaccia proteste e scioperi. Certo, l’impressione che il provvedimento punitivo sia sproporzionato rispetto al fatto contestato è legittima. Resta il fatto che la vicenda – insieme a quella di qualche mese fa che aveva avuto come protagonisti alcuni dipendenti provinciali – è sintomo dei tempi: sul posto di lavoro è il caso di evitare pause non consentite che non siano documentate da precise timbrature. Le conseguenze potrebbero essere molto salate.