Trento, 16 gennaio 2018 –  Il problema delle assicurazioni dei dipendenti pubblici sta diventando quasi un tormentone. Partiamo con una premessa: secondo noi  sarebbe giusto che fosse l’Ente di appartenenza a provvedere in tutto e per tutto; ciò  a garanzia dei cittadini, perché se il danno è grande e il lavoratore non può pagare, alla fine ci rimette sempre la collettività. Pertanto facciamo il punto, coi limiti della sintesi, perché quando si parla di questi temi è d’obbligo precisare che chi è interessato deve visionare tutta la documentazione per avere il quadro preciso che gli consente di decidere.

Colpa grave
Chi è iscritto a Fenalt è automaticamente assicurato per colpa grave (con Itas) con tre eccezioni:

  • i profili tecnici, che per essere assicurati devono dichiarare di non svolgere funzioni di Direzione lavori e Progettazione o Sicurezza;
  • i direttori (che devono pagarsi un’assicurazione a parte);
  • i dipendenti dei Comuni che sono assicurati solo su richiesta (coi limiti di qui sopra) , in quanto molti sono già assicurati presso l’Ente.

Assicurazione tecnici; direttori e capisquadra operai
Queste categorie possono scegliere di assicurarsi con la polizza che abbiamo studiato ad hoc con Itas (con due livelli di premio): soluzione questa che consigliamo caldamente, trattandosi di una delle polizze migliori nel settore. Oppure possono scegliere di essere assicurati, gratuitamente anche loro, con una polizza che ci offre la nostra confederazione Usae, ovviamente molto meno onerosa per noi, ma al contempo con limiti molto più stretti.

Spese legali per le cause di colpa grave
Come Fenalt, dopo aver analizzato il panorama delle polizze per le spese legali per cause di colpa grave, abbiamo riscontrato che molte compagnie parlano di assicurazione legale, ma in realtà si tratta di un intervento minimo e solo nell’interesse dell’assicurazione, che rimanendo soggetto attivo decide cosa fare, magari in contrasto con l’interesse del lavoratore. Magari questo vorrebbe non ricorrere, perché palesemente colpevole e quindi non ha voglia di spendere in spese legali (se superiori a quelle coperte dall’assicurazione), mentre l’assicurazione vuole resistere e ti porta in causa. Oppure il contrario, voglio resistere perché sono sereno, ma l’assicurazione decide che vista la pochezza del danno, non vale la pena di spendere soldi in difesa. Per questo abbiamo deciso che nel caso di causa per colpa grave, nella quale il dipendente risulti anche colpevole (se ha ragione pagherà probabilmente l’ente), purché non vi sia l’accertamento del dolo (è ovvio che delle azioni doloso ognuno risponde in tutto e per tutto), si interverrà coprendo la spesa legale fino ad un tetto di 15.000 euro pro capite, lasciando la scelta dell’avvocato e della linea difensiva al lavoratore.

Contributo Fenalt anche in altre cause
Oltre a questo, come è stato sempre fatto, Fenalt valuterà se intervenire coprendo parte delle spese legali in altre cause di lavoro, con un regolamento che comporta un accordo tra le parti che fissi la partecipazione del sindacato e l’eventuale parziale rimborso da parte del lavoratore in caso di vittoria, in base al valore della causa. E infine vale la pena di ricordare che tutti i sindacati hanno una tariffa dei costi per le vertenze di lavoro stragiudiziali: ebbene, noi le facciamo gratis! Credo che meglio di così sia difficile trovare.