Trento, 1 febbraio 2018 – Delusione e rammarico sono gli stati d’animo che meglio esprimono l’esito della discussione di ieri in Consiglio provinciale circa la proposta di una nuova cornice contrattuale per i lavoratori della sanità privata trentina.
La Fenalt era presente in aula per sostenere la proposta in discussione.  “L’assessore provinciale Luca  Zeni – dice Paolo Panebianco, delegato Fenalt per il comparto –  ha sdoganato il problema alla velocità della luce, senza prendere in considerazione il tema della tutela dei lavoratori nel settore”. Ieri in ballo c’era la proposta  della creazione di un tavolo per l’elaborazione di un contratto unico per la sanità privata convenzionata, equiparabile per salari e diritti dei lavoratori a quello della sanità pubblica.  La Giunta ha respinto la proposta. “È la più grande delusione subita nel corso della legislatura – ha dichiarato il segretario della Fenalt, Maurizio Valentinotti.” Valentinotti ha ribadito che l’atteggiamento della Provincia è del tutto ingiustificato: “Le grandi società private che gestiscono le cliniche convenzionate con la sanità pubblica e i loro consigli di amministrazione guadagnano annualmente cifre da capogiro. Ed i lavoratori, invece, ricevono un trattamento contrattuale inadeguato a fronte di una professionalità esattamente equivalente a quella dei colleghi del pubblico. I trattamenti retributivi sono inferiori mediamente di almeno 400 Euro rispetto  ai pari livello del settore pubblico”. La Fenalt però non demorde: la giornata di ieri è stata un autogoal per l’Assessore e la Giunta. La Fenalt continuerà ad impegnarsi per la maggior tutela degli operatori di un comparto strategico per l’interesse collettivo.