Trento, 12 febbraio 2018 – Non basta la sburocratizzazione per far funzionare il settore urbanistico, serve anche, e soprattutto, maggior formazione per il personale degli uffici. A sollevare l’attenzione sul problema è Maurizio Valentinotti, Segretario generale della Fenalt, in un’intervista al Corriere del Trentino del 4 febbraio: “Il personale va strutturato adeguatamente, perché le competenze all’urbanistica, ai cantieri o all’edilizia pubblica, tanto per fare un esempio, sono ben differenti e occorre una forte specializzazione”. In un ambito così delicato scarsa formazione significa errori con conseguenze sul piano giudiziario: “Il personale corre rischi enormi quando velocizza o applica il buon senso. Ad un tecnico è capitato di vedersi indagato per concorso in abuso edilizio solo per aver agevolato una procedura che nei fatti è stata quella di accettare la procedura: “la carta te la porto domani”. O di un altro tecnico messo all’ufficio scavi e sanzionato giustamente con 2.500 Euro per aver commesso degli errori che derivavano da una mancanza di formazione”.  Anche le funzioni e le gestioni associate  aumentano una esposizione al rischio quando non sono frutto di una seria riorganizzazione: “Non può esserci solo un’attenzione al risparmio – continua il Segretario – bisogna mettere mano con senno anche alle piante organiche: quello che manca alla base è una puntuale e programmatica organizzazione”.  Sono gli stessi tecnici comunale che su piani regolatori e tempistiche si sentono prigionieri di un labirinto normativo, aggravato dalla perdurante carenza di organico: “Il settore dell’urbanistica è in continua evoluzione – conclude Valentinotti –  e lavorare con la maggior parte degli uffici sguarniti di personale non aiuta il disbrigo di documenti e pratiche.  Le cose dovrebbero migliorare con lo sblocco del turnover e la possibilità di nuove assunzioni nei Comuni”.