Trento, 27 febbraio 2018 – In questi giorni viene recapitata agli iscritti la nuova tessera 2018. La tessera è accompagnata da una lettera del Segretario generale che fa il punto sullo stato di avanzamento del rinnovo del contratto 2016-2018 delle Autonomie locali. Per Fenalt i nodi da sciogliere sono ancora molti:

  • garantire una quinta fascia economica a tutti gli aventi diritto del valore di almeno 1000 Euro annui;
  • adeguamento del buono pasto a 7 Euro con possibilità di cumulo fino a 9 buoni, spendibili anche fuori orario di lavoro e presso qualsiasi esercizio che fornisce beni di ristoro come a livello nazionale;
  • revisione ed aggiornamento di varie indennità ferme da anni;
  • revisione delle piante organiche sulla base dei servizi che si vogliono erogare; sblocco del turnover e la stabilizzazione dei precari;
  • riqualificazione dei profili professionali e revisione dell’ordinamento;
  • modifiche del contratto normativo per “adattarlo all’invecchiamento” dei lavoratori, il cosiddetto “contratto del terzo millennio”.

Dall’incontro con il presidente Ugo Rossi, voluto dalla Fenalt, sono venute rassicurazioni su quasi tutti i punti tranne per quanto riguarda il buono pasto: mancano i soldi e non c’è stato alcun appoggio dai confederali che non condividono la nostra posizione. Neppure all’aspetto dell’invecchiamento è stata dedicata molta attenzione, se non in merito al tema della staffetta generazionale che forse dovrebbe sbloccarsi. Per le progressioni verticali Fenalt chiede un meccanismo che preveda periodicamente la possibilità di mettere in gioco il passaggio per tutti i profili. Serve anche una progressione facilitata per i livelli che nascono e muoiono nell’evoluto. Sono tutti aspetti, questi, che se non vengono sciolti peseranno sulla decisione finale di firmare o meno il contratto.