Trento, 7 aprile 2018 – “Chiediamo l’apertura di un tavolo (…) per prendere seriamente in considerazione i problemi, purché ci sia la volontà di risolverli prima di essere costretti a dichiarare lo stato di agitazione con le conseguenti azioni di protesta e di tutela”. Così Maurizio Valentinotti , segretario generale della Fenalt, ha chiesto al Commissario del Governo e all’amministrazione della Città della Quercia con una lettera dai toni duri, ma collaborativi, di aprire un confronto sulla perdurante carenza di organico della polizia locale di Rovereto. Dalle colonne dell’Adige oggi in edicola il grido d’allarme è stato rilanciato portando a conoscenza dell’opinione pubblica un problema che finora è stato gestito con la massima buona volontà da parte degli agenti roveretani che non sono mai venuti meno alle richieste dell’amministrazione nonostante le evidenti difficoltà. “Le attuali risorse di personale in servizio – continua la lettera – non permettono di svolgere tutti i servizi richiesti (…) Il Progetto Sicurezza , pensato e finanziato dalla PaT nel 2005 per organizzare un servizio integrato di polizia locale a livello provinciale, si è via via spento per assenza di interesse e finanziamenti”. A Rovereto manca anche un comandante a tempo indeterminato. L’organico attuale è di circa 40 persone, mentre per svolgere adeguatamente tutti i compiti ne servirebbero circa 70. A ciò si aggiunge una gestione del personale poco razionale che crea ulteriori disagi, cui è stato più volte chiesto di porre rimedio, ma senza alcuna risposta da parte dell’Amministrazione. Ora la soluzione non è più prorogabile, e la pazienza dei vigili è agli sgoccioli.