Trento, 12 aprile 2018 – Del vecchio “progetto sicurezza” restano le ossa, e le ossa rotte dei lavoratori! Gli operatori di polizia locale sono sottoposti a turni pesantissimi che determinano un generalizzato  evidente stress,  con gravi ripercussioni sulla sfera personale ma anche sulla sfera lavorativa stante il rischio cui sono sottoposti in relazione ai compiti di vigilanza sempre più complessi. Ad incidere ulteriormente su questa grave situazione, la carenza di organici ormai generalizzata, ce porta ad essere sempre in affanno, condizione nefasta per un agire sicuro.

All’assemblea della Fenalt  dell’11 aprile 2018 i lavoratori del settore hanno approvato alcune linee di azione:  a prescindere dalle attività di protesta e dal tentativo di risolvere alcune tematiche scottanti, ma specifiche di determinati luoghi di lavoro, come ad esempio  lo scenario di Rovereto, dove si cercherà di intervenire con decisione auspicando una collaborazione da parte dell’Amministrazione per non arrivare a dover proclamare giornate di sciopero nel maggio prossimo, si è fatto il punto su una piattaforma contrattuale che si snoda in due livelli.

Da un parte per quanto riguarda il breve periodo, ovvero quello di chiusura della contrattazione provinciale che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi, si chiede, in sintesi,  che, come avviene a livello nazionale, venga  prevista una norma per cui una quota fissa (non proporzionale, per evitare ogni strumentalizzazione) dei proventi delle sanzioni sia versato nel fondo pensionistico complementare (Laborfonds), si chiede poi che le indennità in godimento siano adeguatamente rivalutate, che venga riconosciuto il tempo di vestizione, come indica la giurisprudenza prevalente. Questo ovviamente in sintesi, in quanto istituti da ritoccare ve ne sono parecchi: come le ferie che dovrebbero aumentare con l’età,  gli straordinari che dovrebbero essere retribuiti meglio e via dicendo.

Per quanto riguarda invece il medio periodo si vuole chiedere alla Provincia di decidere finalmente di fare il punto della situazione, indicando esattamente quali sono le caratteristiche del servizio che si vuole garantire sul territorio, e di conseguenza calcolare l’organico necessario, con un minimo di programmazione in base all’organizzazione che ci si vuole dare. Ma non solo, si ritiene che vada messo l’accento sul richiamo dell’Unione Europea, recentissimo, che intima all’Italia di considerare allo stesso livello tutte le forze di Polizia, pur con le proprie specificità operative, omogeneizzando i trattamenti giuridici ed economici: a tale scopo crediamo sia ovviamente indispensabile la creazione di un contratto ad hoc, come avviene per la Forestale, sganciato dal restante personale. Per far ciò potrebbe essere utile e da noi fortemente auspicato, che la regia passi alla Provincia, dalla quale il corpo di Polizia Locale dovrebbe dipendere dal punto di vista organico, lasciando ovviamente il rapporto funzionale ai Comuni. Questo consentirebbe una omogeneità di organizzazione funzionale al progetto che si intende perseguire, se c’è, e allo stesso tempo potrebbe agevolare i meccanismi di assunzione e formazione, e magari anche  diminuire le interpretazioni soggettive dei vari comuni nel concepire questo servizio.
Le proposte saranno prossimamente inviate al presidente della Pat,  Ugo Rossi, insieme ad una richiesta di incontro per cercare di spiegare le necessità del personale e vedere se vi è una condivisione su un percorso che, anche se dilazionato, fissi comunque delle tappe che ora sono imprescindibili.
Se non ci sarà sensibilità torneremo in assemblea e decideremo il da farsi, cercando anche di coinvolgere le altre Organizzazioni sindacali che condividono i nostri obiettivi.
 
Il Segretario Generale
Maurizio Valentinotti