Trento, 22 aprile 2018 – È un coro quasi unanime quello delle sigle sindacali che dalle colonne del quotidiano Trentino oggi in edicola chiedono maggior trasparenza nei concorsi pubblici locali. Interviene anche il Segretario generale della Fenalt, Maurizio Valentinotti, che stigmatizza la predilizione del settore pubblico trentino per una rosa ristretta di candidati nelle selezioni interne alle posizioni apicali, in particolare se si tratta di posti specifici: “Lo stesso Rossi ha detto di volere dirigenti capaci di gestire il personale, al di là delle competenze specifiche. Bene. Selezioni queste persone. Invece si contnuano a fare concorsi per un posto solo, con competenze ultraspecifiche, dove sembra sempre che ci sia un candidato predestinato. La soluzione? Fare concorsi dove non ci sia un vincitore, ma una graduatoria valida per altre selezioni. Anche perché, in base alle norme anticorruzione, i dirigenti dovrebbero ruotare, quindi le competenze specifiche non sono indispensabili”. Anche Cgil e Cisl sollecitano maggiore trasparenza e maggior partecipazione per i concorsi interni per le figure apicali. Quella delle selezioni per le posizioni di vertice con candidati interni predestinati è una tendenza alla cui fascinazione l’ente pubblico trentino (dalla PaT al Comune, dalla Regione alla Camera di commercio e all’Apss) fatica a resistere. Non se ne scandalizza la Uil che attribuisce il fatto alla scarsità di concorrenti: “È giusto? – si chiede retoricamente Silvia Bertola, responsabile funzione pubblica della Uil – Diciamo che non ci scandalizziamo purché la selezione sia corretta e sia verificata la preparazione del candidato e il rispetto delle regole” (da: Trentino, 22/04/18, p. 9). Peccato – aggiungiamo noi – per tutti gli altri potenziali candidati che requisiti di accesso opportunamente restrittivi hanno escluso. Per loro speriamo nella prossima volta!