Trento, 28 aprile 2018 – Alcuni giorni fa sul quotidiano Trentino (26 aprile 2018) Andrea Selva ha pubblicato un interessante articolo che scatta una fotografia allarmante della situazione degli anziani sul territorio provinciale.  Alla fine del 2015 la popolazione anziana (over 75) raggiungeva in Trentino le 55 mila unità (10% del totale dei residenti), ma per il futuro le cose  sono destinate a cambiare: le stime prevedono di raggiungere entro il 2030 il traguardo delle 78 mila unità ed entro il 2050 quello delle 113 mila. Insomma diventiamo sempre più vecchi a fronte di una natalità costante o in calo. Fra i tanti problemi che questo andamento pone, il più urgente, e prossimo anche alle necessità dei cittadini, è quello dell’assistenza. Secondo le stime dell’assessorato di competenza sul territorio provinciale ci sarebbero circa 17.500 persone in condizioni di non autosufficienza che solo in parte trovano risposta nei servizi offerti dalle Case di riposo, dove i posti autorizzati sono solo 4.500. Da anni la Fenalt  – che è il maggior sindacato delle Case di riposo – insiste sulla necessità di aumentare i posti letto, e con essi gli organici, e di accorpare le strutture direttive per risparmiare sui costi dei vari presidenti, direttori e membri dei Cda, investendo invece sulla qualità del servizio, anche nella prospettiva di un riconoscimento della reale natura di queste strutture che sono ormai piccole cliniche costrette ad affrontare quotidianamente problemi sanitari sempre maggiori. La riforma del welfare anziani, approvata mesi fa dal Consiglio provinciale, prevede servizi di supporto che compensino la mancanza dei posti letto, ma  per ora siamo ben lungi dalla realizzazione di tali progetti e altrettanto da una soluzione che ponga rimedio a tali emergenze. Si pensi che nel 2015 sono state 2.445 le domande di ingresso in Casa di riposo: secondo i dati dell’Apss fino a due anni fa le liste d’attesa contavano circa 600 richiedenti. Intanto i costi sono in continuo aumento: nel bilancio provinciale all’assistenza agli anziani vanno circa 130 milioni di Euro, cui si aggiungono i servizi acquistati dalle famiglie attraverso circa 6.000 badanti che valgono circa 16.000 Euro l’anno a testa. Ogni anziano assistito in Trentino ha un costo di circa 24mila Euro l’anno, 19 mila a carico del bilancio pubblico e 5mila a carico delle famiglie.