Trento, 5 maggio 2018 – Per il 22% delle imprese della ristorazione interpellate la pratica delle offerte di denaro, regali e favori in cambio del voto politico non sarebbe radicata anche in Trentino. Lo dice un’indagine sulla corruzione condotta dall’Università di Trento su un campione di 302 imprese locali e recentemente pubblicata. Quale la ragione? Per il 57% degli intervistati manca un efficace sistema di sanzioni che funga da deterrente. Minima la percezione della corruzione fra imprese private. Sarebbe nota solo al 2,9% degli intervistati, dato più basso anche della virtuosa Germania (12,5%), uno dei Paesi europei assunto a termine di confronto per la ricerca.