Trento, 27 maggio 2018 – La crisi economico- finanziaria scoppiata nel 2008, che non ha risparmiato l’Italia e le sue banche, ha mutato radicalmente la situazione occupazionale negli istituti di credito della penisola. In 8 anni hanno perso il posto 44mila impiegati, 13.500 solo nel 2017. E se nel 2009 i bancari italiani erano più di 330mila, nel 2017 sono scesi quasi a 286mila. In breve si è
perso un addetto su 10, al Sud quasi 2 su 10.  In otto anni il Nord Ovest ha perso poco meno dell’11% dei suoi bancari, il Nord Est il 12,5% circa, l’Italia Centrale poco più del 16% e il Mezzogiorno quasi il 17%, mentre nel solo 2017 il Sud è sceso più del 5% contro un calo di poco superiore al 4% al Nord, con il Centro anche in questo caso collocato su un valore intermedio (dati dell’Ufficio studi First Cisl).  Alla razionalizzazione non è estranea neppure la rete che ha ridotto il carico di lavoro agli sportelli. Un’ indagine di Abi mette in evidenza l’emergere di nuovi metodi di interazione con la clientela. Infatti, oltre che per il servizio di assistenza clienti, l’83% delle banche del campione interagisce direttamente con le persone sulla rete anche su altri contenuti: oltre il 90% delle banche promuove concorsi, l’80% usa immagini e infografiche e il 75% realizza o condivide contenuti.