Trento 1 giugno 2018 – Dopo l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro verificatosi ieri è ora che la politica provinciale si interroghi in tema di prevenzione. È ormai da troppo tempo che le Organizzazioni sindacali hanno chiesto all’assessore provinciale Luca Zeni di sapere quante risorse economiche vengano investite nella prevenzione dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Ad oggi nessuna risposta: tutto tace e i lavoratori continuano a morire.

Noi riteniamo che le risorse finora investite non siano sufficienti per trovare soluzioni adeguate al fenomeno. Forse solo la metà del 5% del PIL sanitario o poco più viene investito nella prevenzione; per giunta le somme derivanti dalle sanzioni applicate dall’U.O. Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro non risulta vengano né contabilizzate con apposito capitolo di bilancio, né tantomeno reinvestite nella prevenzione come invece prevede il Testo unico in materia di sicurezza fin dal lontano 2008. Si tratta di risorse economiche nell’ordine di milioni di euro dal 2008 ad oggi. Dove sono andate a finire queste risorse? La sicurezza sul lavoro è un tema concernenti il livello essenziale delle prestazioni in materia di diritti dei lavoratori.

La sicurezza sul lavoro e la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali richiedono nuove politiche d’investimento e la canalizzazione delle entrate nella giusta direzione, promuovendo la tutela del lavoro nelle scuole e sui luoghi di lavoro nei termini di una rinnovata cultura sociale.

Chiediamo perciò con forza all’Assessore Zeni e al Presidente della Provincia Rossi di ottenere dal Direttore Generale dell’APSS risposte adeguate ad un fenomeno che ormai non si può più ignorare, per poter collaborare tutti, all’insegna della trasparenza e di una comunione di intenti, nel contenimento di un fenomeno oramai troppo frequente.