Trento, 15 giugno 2018 – Sono stati resi noti in questi giorni i dati Istat sull’andamento del saldo commerciale della provincia con l’estero relativi al primo trimestre 2018. I dati confermano il buon andamento dell’economia evidenziato da quelli pubblicati in precedenza dalla Camera di Commercio di Trento. Quanto all’export il valore delle transazioni è risultato pari a 954 milioni di euro, segnando un aumento del 4,2% rispetto al primo trimestre 2017. Tale dinamica appare migliore sia rispetto a quella complessiva nazionale (+3,3%) sia all’area del Nord-Est (+4,0%). Nello stesso periodo il valore di beni e servizi importati ha raggiunto i 663 milioni di euro con un incremento del 17,4% rispetto all’anno precedente. Il saldo della bilancia commerciale si è assestato così sul valore di 291 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 351 milioni di euro del primo trimestre 2017. Strutturalmente le esportazioni sono costituite principalmente da prodotti dell’attività manifatturiera (95,4% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai “macchinari ed apparecchi” (19,6%), seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (15,8%), i “mezzi di trasporto” (15,2%), le “sostanze e prodotti chimici” (10,3%) e il “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (8,3%). Complessivamente questi cinque settori rappresentano più del 69% delle esportazioni provinciali. Per quanto riguarda l’import, al primo posto si collocano i “mezzi di trasporto” con il 22,4%, seguiti da: “legno, prodotti in legno, carta e stampa” con il 14,7% e “sostanze e prodotti chimici” con il 12,7%. Al primo posto della graduatoria dei principali Paesi per valore di export rimane sempre la Germania: 172 milioni di euro, pari al 17,9% delle vendite effettuate sui mercati internazionali. A grande distanza seguono gli Stati Uniti con circa 103 milioni di euro (pari al 10,8% delle esportazioni complessive) e la Francia con 95 milioni di euro (pari al 10,0%). Tra i mercati principali, su base tendenziale, hanno segnato buone performance le esportazioni verso Austria (+10 milioni rispetto al primo trimestre 2017), Germania (+9 milioni), Francia (+8 milioni) e Russia (+6 milioni). Va segnalato, per contro, anche il crollo di esportazioni verso il Regno Unito: da 90,6 milioni di un anno fa agli attuali 72,6 milioni, con un calo del 19,9%.

Il buon andamento delle esportazioni e del ciclo congiunturale ha riflessi positivi anche sull’occupazione del territorio. Sempre l’Istat fa sapere che nel primo trimestre 2018 le forze lavoro (persone occupate + persone in cerca di lavoro) sono arrivate a 248 mila unità, in crescita dell’ 1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Gli occupati aumentano di 6 mila unità arrivando ad un totale di 233mila unità (+ 2,6% rispetto al primo trimestre 2017): il contributo maggiore viene dai comparti dell’agricoltura, dell’industria e dell’edilizia. I disocuppati sono in calo di 3.400 unità e scendono a 14,4 mila unità con una marcata riduzione della disoccupazione femminile. Gli inattivi sono in calo del 2,8 %. Si consolidano anche i contratti a tempo indeterminato. La dinamica positiva dell’occupazione è di buon auspicio anche per attivare una crescita delle retribuzioni salariali.