Trento, 18 giugno 2018 – La Corte costituzionale ha deciso, e ha deciso contro la Provincia di Trento.  Spetta, infatti, allo Stato la fissazione delle sanzioni agli enti locali delle autonomie speciali, diversamente da quanto pensava la PaT.  Lo si legge nelle disposizioni della Corte costituzionale che con la sentenza n°  124 depositata il 13 giugno dal relatore Aldo Carosi ha dichiarato l’illegittimità  dell’articolo 10 comma 2 lettera d) della legge della Provincia autonoma di Trento n° 20 del 2016. (in corsivo la parte contestata dell’articolo di legge: “A decorrere dall’esercizio finanziario 2016 cessano di applicarsi le disposizioni provinciali che disciplinano gli obblighi relativi al patto di stabilità interno con riferimento agli enti locali e ai loro enti e organismi strumentali. Gli enti locali assicurano il pareggio di bilancio secondo quanto previsto dalla normativa statale e provinciale in materia di equilibrio dei bilanci. Con successivo provvedimento, adottato d’intesa tra la Giunta provinciale e il Consiglio delle autonomie locali, sono definite le modalità di monitoraggio e certificazione delle sue risultanze, nel rispetto degli obiettivi fissati per il sistema territoriale provinciale integrato, nonché le relative sanzioni a carico degli enti locali. Con riferimento alle sanzioni previste per gli amministratori si applica quanto disposto dalla disciplina statale per le medesime fattispecie”).
Ha inoltre precisato che la definizione delle sanzioni nonché il controllo di legittimità e regolarità sui bilanci degli enti locali da parte della competente sezione di controllo della Corte dei conti appartiene alla competenza legislativa dello Stato.