Trento, 25 giugno 2018 – È vero, come dicono le cronache, che i lavoratori nel nostro Paese stanno crescendo, ma è anche vero che il numero delle ore lavorate per individuo non è ancora quello pre-crisi. È l’effetto di un’occupazione che, anche quando è stabile, è frequentemente collegata a forme di impiego part-time (nel 2017 i lavoratori full time sono stati 650 mila in meno del 2008 e quelli a tempo parziale sono aumentati di 720mila rispetto allo stesso anno; cfr la voce.info). L’effetto di questa situazione si ravvisa anche nei dati legati alla diffusione del fenomeno della povertà o dei richiedenti sussidio, che in Italia comincia ad avere dimensioni significative, se non allarmanti (5milioni di poveri in Italia nel 2017). Un male questo, dal quale anche il ricco Trentino si scopre con stupore afflitto.  Il dato preoccupante è che 130 mila trentini, il 25% degli abitanti della provincia, è interessato dall’Assegno unico provinciale, una apprezzabile misura di sostegno al reddito che tiene conto di diversi parametri fra cui figli, asili nido, invalidità. L’88% delle 41 mila domande presentate è stato accolto. Nel complesso  il 40% delle famiglie trentine è coinvolto in una misura di sostegno economico. Si va  dai 332 Euro mensili della coppia con figli minori e reddito annuo lordo di 23 mila euro, ai 113 Euro mensili della pensionata con reddito lordo annuo di 6.524 Euro, ai 103 Euro mensili di un single 51enne con reddito annuo lordo di 4 mila Euro.  Il meccanismo per beneficiare dell’assegno è complesso, ma schiude ampie possibilità a tutti i trentini in condizioni di disagio economico per poter fruire di forme assistenziali. Ad una riflessione più approfondita, però, questi numeri aprono inquietanti interrogativi anche sul nostro sistema economico e sulla sua effettiva capacità – in un mercato sempre più competitivo – di generare e redistribuire un reddito adeguato per contrastare livelli crescenti di povertà. Una prospettiva di riflessione che interpella le strategie di sviluppo socio-economico del nostro territorio e, con esse,  chi ne ha la responsabilità, chiamando in causa, da ultimo, le ragioni stesse della nostra Autonomia.

(Per maggiori informazioni sulle misure di sostegno al reddito in Trentino vedi: Assegno unico provinciale )

Paolo Milani
Delegato Fenalt
Camera di Commercio I.A.A. di Trento