Trento, 24 luglio 2018 – La sanità in Trentino è prevalentemente pubblica, ma esistono delle realtà private che ormai appartengono alla storia del nostro territorio e che risalgono ai primi del ‘900. Queste strutture col tempo hanno assunto un ruolo di complemento rispetto alla realtà pubblica, come il San Pancrazio e l’Eremo ad Arco, specializzandosi nella riabilitazione, mentre altre, come Villa Bianca a Trento, si sono orientate all’attività ambulatoriale o a quella chirurgica. Pur non essendo un comparto così grande come in altre regioni, la sanità privata in Trentino vive una complessità prodotta dai diversi datori di lavoro, che organizzano ed impostano le realtà lavorative in modo differente, cosi come i contratti di lavoro. È del novembre scorso la notizia che le case di cura private hanno ricevuto ulteriori fondi per svolgere i loro compiti, fondi che, purtroppo, non vanno a premiare i lavoratori, ma solo i consigli di amministrazione che hanno come fine ultimo quello di creare profitto per i propri stakeholder. Fenalt invece considera importante tutelare i lavoratori e perciò chiede alla politica la creazione di un contratto trentino della sanità privata. La Provincia non può più rimanere sorda alla richiesta di questi lavoratori che chiedono, dopo anni di blocco contrattuale, un giusto riconoscimento, un’omogeneizzazione dei trattamenti economici e uniformità di diritti. La Provincia di Trento, che di fatto è il datore di lavoro delle case di cura private, ha la possibilità e, noi crediamo anche il dovere, di fare chiarezza in questo comparto fornendo maggiori tutele. Non è accettabile foraggiare continuamente tali realtà senza chiedersi dove vadano a finire i soldi: la sanità privata è finanziata in Trentino per il 90% dal pubblico. La Giunta provinciale deve porsi il problema della qualità dei servizi erogati ai pazienti, ma anche quello della qualità della vita lavorativa delle persone che operano nell’interesse della collettività. Proprio per questo Fenalt non si è scoraggiata e adesso rinnova le sue richieste nella convinzione che la battaglia sia giusta. Si esprime quindi totale adesione all’emendamento del consigliere Degasperi che impegna la Provincia ad aprire un tavolo che omogeneizzi i vari trattamenti contrattuali tra le diverse case di cura nella direzione di un unico contratto di riferimento. Speriamo che anche gli altri Consiglieri, che a gennaio si erano dimostrati sensibili, appoggino l’emendamento aiutando questi lavoratori che attendono un contratto unico ormai da vent’anni.