Trento, 2 agosto 2018 – È l’Istat a dirlo nei freddi numeri della stima flash: l’incremento del PIL tra aprile e giugno risulta inferiore a quello dei sei trimestri precedenti. La crescita è stata solo di un magro +0,2% nel secondo trimestre rispetto al precedente (0,2% è il dato arrotondato, perché quello effettivo è desolante + 0,16%). La frenata è determinata dal forte calo dell’export, – 1,9% rispetto al primo trimestre 2018. È una tendenza diffusa che colpisce anche il resto dell’Europa: rallentano le performance spagnole (+0,6% rispetto al trimestre precedente), francesi (+0,2%) e più in generale quelle dell’Eurozona (+0,3%). Anche i dati sull’occupazione italiana non sono confortanti: a giugno la disoccupazione torna a salire: sono 60 mila in più rispetto a maggio i senza lavoro che cercano un impiego. Il tasso di disoccupazione raggiunge così il 10,9%, mentre quella giovanile si attesta sul 32,6% (+0,5%). Gli occupati calano di 49.000 unità per effetto della caduta dei dipendenti a tempo indeterminato (- 56mila) e crescono i contratti a termine (+16.000) raggiungendo il numero record di 3milioni e 105mila. I lavori stagionali tipici del periodo estivo, ma anche l’incertezza di uno scenario economico in frenata non giovano certo alle assunzioni a tempo indeterminato in un Paese in cui il 95% delle imprese ha meno di 10 dipendenti. Nei prossimi giorni usciranno anche i dati sul Trentino e vedremo l’aria che tira anche dalle nostre parti.