Trento, 12 agosto 2018 – Nei giorni scorsi la Camera di Commercio di Trento ha reso noti i dati sul movimento anagrafico delle imprese nel primo semestre del 2018.  I dati si limitano a registrare solo l’iscrizione/cancellazione di attività dal Registro delle Imprese: non sono quindi adatti ad indicare un quadro economico completo dell’economia del territorio, ma qualche segnale di all’erta lo lanciano già.

Le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese (RI) sono state di 1.633 unità con un incremento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, portando il totale a 50.768 unità, di cui 46.400 attive. Le cancellazioni, che sono state 1.897, non sono state compensate dalle iscrizioni, che sono state di 1.633 unità, per un totale di 50.768 imprese iscritte, di cui 46.400 attive.

Il saldo naturale fra iscrizioni e cancellazioni nei principali settori è stato il seguente: agricoltura, silvicoltura pesca (+65);  costruzioni (-104); commercio all’ingrosso e al dettaglio (-257). Quest’ultimo settore ha subito un duro colpo e il dato potrebbe essere un campanello d’allarme per l’andamento dei consumi nei prossimi mesi.

Con riferimento al comparto dell’artigianato il saldo è stato negativo di 57 unità a causa della contrazione intervenuta soprattutto nel settore delle costruzioni.  Al 30 giugno 2018 il numero totale delle attività artigiane registrate in provincia si è assestato sulle 12.238 unità (pari al 24,1% dell’universo imprenditoriale) con un calo su base tendenziale corrispondente al 2,9%.

Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile al 30 giugno risultano registrate 9.107 aziende. Anche qui rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono diminuite di 78 unità con un calo complessivo dello 0,8%.

Le imprese giovanili sono invece risultate 4.575, vale a dire il 9,0% delle imprese provinciali. Nel corso dei primi sei mesi dell’anno circa una nuova attività su tre è stata aperta da un giovane (507 su 1.633).