Trento, 3 settembre 2018 – Passate le vacanze, si riprende con la routine quotidiana e lo si fa con la prospettiva di un autunno caldo visto che la manovra finanziaria del Governo sarà decisiva per determinare il clima sui mercati  (cioè: per lo spread e quindi per il costo del debito pubblico, dei prestiti bancari e pertanto per il costo della vita per le famiglie italiane), come pure importante – per restare più vicini – sarà anche l’esito delle elezioni provinciali.
Nel frattempo diamo uno sguardo in forma sintetica ai dati pubblicati alcuni giorni fa dalla Camera di Commercio di Trento relativi all’andamento dell’economia fra aprile e giugno del 2018 (dati congiunturali sul secondo trimestre dell’anno).

Come sono andate le cose? In generale bene, ma fra le pieghe delle compassate dichiarazioni istituzionali si ravvisa già qualche nuvoletta che non lascia presagire il sereno.  È andato bene il fatturato complessivo delle imprese (soprattutto le più grandi) che è aumentato del 5,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In rafforzamento anche la domanda locale, che è cresciuta su base annua, del 7,6%. In lieve flessione, ma ancora bene, la domanda nazionale (+3,8%). In rallentamento rispetto al trimestre scorso l’export che, comunque, mette a segno +4,8%. Bene il fatturato del settore estrattivo (+26,8%), delle costruzioni (+16,2%), seguono quello del manifatturiero (+5,3%), del commercio al dettaglio (+5,3%), dei trasporti (+5,3%), dei servizi alle imprese (+5,6%) e del commercio all’ingrosso (+1,8%).

Ma cosa segna il barometro dell’economia,  ovvero che tempo farà domani nelle previsioni degli imprenditori intervistati?
Nel secondo trimestre del 2018 gli ordinativi hanno messo a segno un – 0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Come si sa, il mercato agisce sulla base delle aspettative e se calano gli ordinativi gli imprenditori non possono che dirsi pessimisti.  Ecco allora che si spiega, in una certa misura, anche la frenata dell’occupazione (-0,9%) fra le imprese con meno di 10 addetti che rappresentano – non dimentichiamolo –  il 94% delle aziende locali, cioè la spina dorsale dell’economia trentina. Fra le rimanenti l’aria che tira è migliore. L’occupazione è cresciuta fra le medie imprese (fra 11 e 50 dipendenti) del 3,1% e le grandi con oltre 50 dipendenti del 5,2%, ma, a ben vedere, queste sono anche quelle in cui si è concentrata la crescita maggiore del fatturato. Le piccolissime imprese sono più sensibili alle minime variazioni del mercato e quindi possono fungere da indicatore di quanto potrà succedere.  Il motore dell’economia ha cominciato a girare a due velocità.