Trento, 11 settembre 2018 – I consumi degli italiani nel 2018 aumenteranno soltanto dell’1%, la crescita minore dal 2014. Una debolezza che proseguirà anche nel 2019 (+1%) e si accentuerà (+0,7%) nel 2020. A lanciare l’allarme sulla frenata della spesa nel nostro Paese è un’indagine diffusa da Confesercenti nei giorni scorsi. Secondo i dati si tratta di circa 5 miliardi di euro di spesa all’anno venuti meno rispetto alle previsioni. A frenare sarà anche il Pil che secondo lo studio crescerà meno di quanto previsto limitandosi a: +1,3% nel 2018, +1,2% nel 2019 e +1,1% nel 2020. In altre parole l’talia non ce la fa a fare il salto di passo per recuperare il terreno perso con la crisi, diversamente dai suoi partner europei. Già a dicembre 2017, infatti, i consumi delle principali economie europee erano tutti al di sopra di quelli del 2007, ultimo anno prima della crisi: in Germania segnavano il 10,9% in più, in Francia l’ 8,6% e nel Regno Unito il 5,5% in più. In Italia, invece, sono ancora al di sotto di quei livelli del 2,7%: 26,3 miliardi di euro che mancano all’ appello. L’ associazione dei commercianti, inoltre, precisa che lo scenario è a politiche invariate, perché se scattassero gli aumenti dell’Iva invece i consumi rallenterebbero fino a crescere ancor meno. A pesare sui consumi, sottolineano i commercianti, è l’indebolimento del potere d’acquisto delle famiglie, la cui crescita si è dimezzata passando dal +1,4% del 2015-2016 al +0,7% di quest’ anno e il deterioramento del clima di fiducia dei consumatori. Salari deboli e prospettive incerte non possono certo stimolare i consumi.