Trento, 24 settembre 2018 –  Venerdì 21 settembre si è assistito ad una brutta pagina di sindacato che sinceramente non era il caso di vedere. Su quello che è accaduto si sprecheranno fiumi di propaganda e di mezze verità… Impossibile districarsi, dobbiamo quindi rimanere ai fatti che sono l’unica cosa che può aiutare. Venerdì 21 settembre FENALT e CISL hanno firmato una proposta dell’Apran che garantiva due cose:

  1. erogazione di 5 milioni di euro dei risparmi aziendali per categoria già a ottobre da 450 euro per la categoria A a 670 euro per i DS 
  2. erogazione di una fascia per i lavoratori con 40 anni di anzianità contributiva 
L’Apran chiedeva però in una norma programmatica (art 4) – quindi non vincolante – di impegnarsi a proseguire velocemente le trattative.  Come sindacato Fenalt non ha paura di confrontarsi in trattative su una bozza di lavoro che in quanto bozza può essere cambiata: è il nostro compito. Non è il caso di dilungarsi nel cercare di dare una spiegazione alle prese di posizione di Nursing up e Uil che hanno rotto proprio sull’impegno a proseguire contenuto nell’art. 4, tanto meno su quelle della CGIL che intendeva modificarlo tutto. Restando, invece, ai fatti, ora succede che la proposta Apran rimarrà fino a martedì/mercoledì a disposizione di ripensamenti e poi, se non vi sarà una firma di tutti i sindacati (così vuole l’Apran), tutto verrà posticipato al prossimo anno, alla prossima Giunta e sicuramente si perderanno tanti di quei soldi faticosamente richiesti alla Giunta in questi anni. Vale la pena aggiungere che non sono mancati atteggiamenti offensivi nei confronti di Fenalt: si è detto che Apran avrebbe firmato con il “nulla”.
Dopo averlo accecato con un tizzone ardente, astuto Ulisse disse al gigante Polifemo, di chiamarsi “Nessuno”, in modo che Polifemo non potesse chiedere aiuto contro di lui. Adesso i lavoratori sapranno che se la proposta non va in porto e si perdono quei soldi, non potranno certo prendersela con il “nulla”, ma con quelli che l’hanno vanificata.
Paolo Panebianco
Sanità FENALT